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Bullismo, Amato lancia un blog

February 26, 2007 · 2 Comments

VITA 21/02/2007

Se il ministro Giuseppe Fioroni (Pubblica istruzione) attiva un numero verde e un portale Web per contrastare il bullismo nelle scuole, il titolare degli Interni, Giulaino Amato, raddoppia e vara un blog contro la violenza tra i ragazzi. Lo riferisce l’agenzia di stampa Dire.

La novita’ cui lavora il Viminale e’ emersa ieri durante la riunione della commissione sul bullismo al ministero della Pubblica istruzione. Il blog, che sara’ online solo tra qualche giorno, e’ un’idea del Comitato nazionale anti-discriminazione e antisemitismo del ministero degli Interni. Si tratta di un organismo interministeriale, presieduto dal capo del Dipartimento per le Liberta’ civili e l’immigrazione del dicastero, con rappresentanti di tredici amministrazioni dello Stato, che ha il compito di monitorare sui pericoli di regressione verso forme d’intolleranza, razzismo, xenofobia, antisemitismo e di individuare gli strumenti educativi per contrastare efficacemente ogni forma di violenza. Una volta attivo, sul blog i ragazzi potranno scrivere ‘post’ per segnalare casi, confrontarsi o fare domande agli esperti, sempre in linea. Una sezione sara’ dedicata ai viaggi scolastici, perche’ -secondo i membri del Comitato- “queste occasioni sono a rischio e possono confluire in episodi di bullismo”. Saranno coinvolti anche i ministri, ai quali i giovani potranno chiedere spiegazioni o aiuto. “Il blog- hanno sottolineato i tecnici del Comitato nazionale anti-discriminazione- non ha nulla di istituzionale e sara’ completamente fuori dal sito del ministero dell’Interno”.

Intanto, la commissione sul bullismo istituita dal ministero della Pubblica istruzione prosegue i suoi lavori per arrivare a strumenti efficaci di contrasto alla violenza fra i ragazzi nelle scuole. Nella riunione di ieri, si e’ divisa in tre sottocommissioni per occuparsi piu’ rapidamente del problema: una sugli osservatori, che -secondo la direttiva di Fioroni- dovranno essere istituiti in ogni ufficio scolastico regionale, e il numero verde; una seconda sulla comunicazione e una terza, invece, che si occupera’ della normativa a livello nazionale ed europeo.

I collaboratori del ministro Fioroni hanno precisato come “occorre fare in fretta, perche’ al numero verde arrivano tantissime telefonate, soprattutto di docenti che ci chiedono cosa stiamo facendo”. Il tempo stringe, dunque, e le proposte messe sul tavolo dagli esperti riuniti nella commissione ministeriale sono tante. Si va dal “professore a progetto”, un docente gia’ presente nella scuola e pronto ad ascoltare i ragazzi e a intervenire se occorre, all’idea di varare dei gruppi di insegnanti attenti alla questione. Tra le proposte in cantiere c’e’ anche quella di far rivivere i Cic (centri di informazione e consulenza), che per legge esistono ancora, ma che non sono mai stati resi operativi. Infine -sempre secondo gli esperti- servirebbe un corso di formazione di almeno tre giorni per docenti referenti e dirigenti scolastici. Insomma, le proposte sono tante, ora tocca alla commissione valutarle e scegliere quella (o quelle) da presentare ai dirigenti regionali, per entrare finalmente nel vivo del progetto.

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Big Kahuna. Il monologo

February 26, 2007 · Leave a Comment

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa’ una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l’invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa…

Conserva tutte le vecchie lettere d’amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant’anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E’ il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant’anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell’accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio… per questa volta.

Il sito del film
http://www.luckyred.it/kahuna/

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Demenza vascolare: riconoscerla per tempo aiuta a curarla

February 26, 2007 · Leave a Comment

È poco conosciuta, spesso confusa con altre forme di demenza e trattata in modo non adeguato. Eppure la demenza vascolare colpisce un terzo delle persone che hanno avuto un ictus e, seconda solo all’Alzheimer, causa il 20% dei casi totali di demenza comune.

Per far luce su questa malattia e aiutare i medici nella diagnosi e nel trattamento, si svolgerà, a Firenze, il 21 e 22 novembre 2003, un corso dal titolo “La demenza vascolare: diagnostica differenziale e gestione del paziente”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze, con il contributo di Pfizer.

Il corso, destinato a 120 specialisti, sarà coordinato dal professor Domenico Inzitari, del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze, e dal professor Giulio Masotti, Professore di Gerontologia e Geriatria all’Università di Firenze. Durante le sessioni, grazie alla discussione di diversi casi clinici, i medici saranno coinvolti in un confronto diretto sulla diagnosi e il trattamento della Demenza Vascolare.

Questa malattia, sempre più diffusa nei paesi industrializzati, rappresenta la seconda causa di deterioramento cognitivo dopo i 70 anni.

In Italia, si calcola che circa l’1,5% della popolazione con più di 65 anni sia colpita da Demenza Vascolare. In Europa, la prevalenza della demenza vascolare varia da 1,5% a 4,8% nella popolazione tra i 70 e gli 80 anni.

Questa malattia è destinata a diventare una patologia a forte impatto sociale tra la popolazione anziana. Si stima, infatti, che il numero delle persone con età superiore a 65 anni sia destinato a crescere fino a 2 miliardi nel 2050.

La Demenza Vascolare è spesso confusa con altre forme di demenza, in particolare l’Alzheimer, che ha invece un’origine neurodegenerativa. Può insorgere a seguito di uno o più ictus emorragici o ischemici, che causano un danno al tessuto cerebrale, che a sua volta non riesce più a elaborare informazioni.

Oltre alle persone colpite da ictus, sono a rischio anche coloro che presentano fattori di rischio cardiovascolare, quali ipertensione, sovrappeso, ipercolesterolemia, diabete e fumo. “È bene sottolineare che esistono anche casi di ictus silente, che sono completamente asintomatici, aspetto che rende ancora più difficile l’individuazione della demenza vascolare – spiega il prof. Domenico Inzitari – La mancata diagnosi precoce può comportare ritardi nella terapia e conseguente progressione della malattia.

Oggi la ricerca sta facendo passi avanti per facilitare la diagnosi e per definire le terapie migliori. Grazie soprattutto alle moderne tecniche di indagine neuroradiologica, per esempio, si sono scoperti molti casi di demenza vascolare tra i pazienti ai quali era stata diagnosticata la malattia di Alzheimer. Ma anche i sintomi clinici delle due malattie si differenziano e gli studiosi cercano di far luce su quelli caratteristici.”

Le conseguenze della Demenza Vascolare possono essere diverse, a seconda dell’area cerebrale danneggiata.

Nel caso sia causata da un ictus, l’esordio della malattia è improvviso, a differenza dell’Alzheimer. Quando invece la malattia è conseguenza di piccoli infarti cerebrali asintomatici, il decorso può essere subdolo e la demenza manifestarsi anche a distanza di anni, quando il numero delle lesioni diventa importante. In questi pazienti i disturbi cognitivi consistono in difficoltà nel comportamento quotidiano, come prendere decisioni e dare giudizi, seguire una conversazione, risolvere problemi anche banali, partecipare pienamente alla vita sociale. Si hanno difficoltà anche dal punto di vista motorio, con una maggiore lentezza nei movimenti e con una mobilità ridotta. La memoria di solito è compromessa meno che nella malattia di Alzheimer.

Non esiste ancora una terapia approvata per la Demenza Vascolare, anche se negli ultimi tempi alcuni studi su una nuova classe di farmaci, gli inibitori della acetilcolinesterasi, hanno evidenziato buoni risultati nel miglioramento delle funzioni cognitive.

È necessario, tuttavia, che la popolazione, i medici di famiglia e gli specialisti tengano ben presente che alcuni fattori di rischio vascolare, tra cui l’ipertensione arteriosa e il diabete, hanno un ruolo determinante nel causare questo tipo di demenza. “Come è noto – sottolinea il prof. Inzitari – al giorno d’oggi questi fattori sono curabili. La loro identificazione precoce ed il loro trattamento sono sicuramente il mezzo più efficace nel ridurre il rischio di Demenza Vascolare”.

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