È poco conosciuta, spesso confusa con altre forme di demenza e trattata in modo non adeguato. Eppure la demenza vascolare colpisce un terzo delle persone che hanno avuto un ictus e, seconda solo all’Alzheimer, causa il 20% dei casi totali di demenza comune.
Per far luce su questa malattia e aiutare i medici nella diagnosi e nel trattamento, si svolgerà, a Firenze, il 21 e 22 novembre 2003, un corso dal titolo “La demenza vascolare: diagnostica differenziale e gestione del paziente”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze, con il contributo di Pfizer.
Il corso, destinato a 120 specialisti, sarà coordinato dal professor Domenico Inzitari, del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze, e dal professor Giulio Masotti, Professore di Gerontologia e Geriatria all’Università di Firenze. Durante le sessioni, grazie alla discussione di diversi casi clinici, i medici saranno coinvolti in un confronto diretto sulla diagnosi e il trattamento della Demenza Vascolare.
Questa malattia, sempre più diffusa nei paesi industrializzati, rappresenta la seconda causa di deterioramento cognitivo dopo i 70 anni.
In Italia, si calcola che circa l’1,5% della popolazione con più di 65 anni sia colpita da Demenza Vascolare. In Europa, la prevalenza della demenza vascolare varia da 1,5% a 4,8% nella popolazione tra i 70 e gli 80 anni.
Questa malattia è destinata a diventare una patologia a forte impatto sociale tra la popolazione anziana. Si stima, infatti, che il numero delle persone con età superiore a 65 anni sia destinato a crescere fino a 2 miliardi nel 2050.
La Demenza Vascolare è spesso confusa con altre forme di demenza, in particolare l’Alzheimer, che ha invece un’origine neurodegenerativa. Può insorgere a seguito di uno o più ictus emorragici o ischemici, che causano un danno al tessuto cerebrale, che a sua volta non riesce più a elaborare informazioni.
Oltre alle persone colpite da ictus, sono a rischio anche coloro che presentano fattori di rischio cardiovascolare, quali ipertensione, sovrappeso, ipercolesterolemia, diabete e fumo. “È bene sottolineare che esistono anche casi di ictus silente, che sono completamente asintomatici, aspetto che rende ancora più difficile l’individuazione della demenza vascolare – spiega il prof. Domenico Inzitari – La mancata diagnosi precoce può comportare ritardi nella terapia e conseguente progressione della malattia.
Oggi la ricerca sta facendo passi avanti per facilitare la diagnosi e per definire le terapie migliori. Grazie soprattutto alle moderne tecniche di indagine neuroradiologica, per esempio, si sono scoperti molti casi di demenza vascolare tra i pazienti ai quali era stata diagnosticata la malattia di Alzheimer. Ma anche i sintomi clinici delle due malattie si differenziano e gli studiosi cercano di far luce su quelli caratteristici.”
Le conseguenze della Demenza Vascolare possono essere diverse, a seconda dell’area cerebrale danneggiata.
Nel caso sia causata da un ictus, l’esordio della malattia è improvviso, a differenza dell’Alzheimer. Quando invece la malattia è conseguenza di piccoli infarti cerebrali asintomatici, il decorso può essere subdolo e la demenza manifestarsi anche a distanza di anni, quando il numero delle lesioni diventa importante. In questi pazienti i disturbi cognitivi consistono in difficoltà nel comportamento quotidiano, come prendere decisioni e dare giudizi, seguire una conversazione, risolvere problemi anche banali, partecipare pienamente alla vita sociale. Si hanno difficoltà anche dal punto di vista motorio, con una maggiore lentezza nei movimenti e con una mobilità ridotta. La memoria di solito è compromessa meno che nella malattia di Alzheimer.
Non esiste ancora una terapia approvata per la Demenza Vascolare, anche se negli ultimi tempi alcuni studi su una nuova classe di farmaci, gli inibitori della acetilcolinesterasi, hanno evidenziato buoni risultati nel miglioramento delle funzioni cognitive.
È necessario, tuttavia, che la popolazione, i medici di famiglia e gli specialisti tengano ben presente che alcuni fattori di rischio vascolare, tra cui l’ipertensione arteriosa e il diabete, hanno un ruolo determinante nel causare questo tipo di demenza. “Come è noto – sottolinea il prof. Inzitari – al giorno d’oggi questi fattori sono curabili. La loro identificazione precoce ed il loro trattamento sono sicuramente il mezzo più efficace nel ridurre il rischio di Demenza Vascolare”.
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