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Entries from March 2007

film e matematica #4 CONTACT

March 31, 2007 · Leave a Comment

4 

Seguendo una passione che aveva da bambina, Ellie si è dedicata totalmente alla scienza e, dopo la laurea, si è specializzata nella ricerca di messaggi inviati da extraterrestri. Diventa ben presto la migliore nel settore e con caparbietà continua le sue ricerche. Un giorno dalla lontana stella Vega arriva un messaggio radio, Ellie lo capta, ne informa gli altri, e si viene a capire che il messaggio contiene il progetto di una macchina spaziale in grado di ospitare un passeggero per viaggiare nell’iperspazio e attraversare le galassie. Ellie pensa di avere il diritto di affrontare in prima persona questo viaggio, e si rivolge a Palmer, un teologo consigliere del Presidente. Ma al momento della scelta, proprio Palmer la mette in difficoltà con domande sulla fede, e al suo posto viene scelto un militare. La spedizione però fallisce tragicamente e, in un secondo tentativo, Ellie non può più essere ignorata. Arriva così oltre la conoscenza e l’ esperienza, fino al raggiungimento della visione finale in cui incontra il padre morto che le parla. Tornata sulla Terra, Ellie non può più negare la possibilità dell’incontro tra fede e fatti concreti.

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La Matematica (secondo Sapere.it)

March 26, 2007 · Leave a Comment

in generale, la scienza dei numeri e delle misure. La matematica è, in origine, la scienza che si occupa dei calcoli e delle misure. Scienza pratica, quindi, legata agli oggetti del suo studio, che furono per lungo tempo i numeri (aritmetica) e le figure (geometria). I Greci vennero a conoscenza della matematica attraverso contatti con Egiziani e Babilonesi, ma a essi spetta il merito di aver fatto della matematica una scienza deduttiva, basata sul ragionamento, raggiungendo nello stesso tempo risultati eccezionali. Oltre tre secoli di ricerca geometrica trovavano la loro monumentale espressione negli Elementi di Euclide. I motivi dell’arresto e della decadenza della matematica greca furono il rifiuto di abbandonare la riga e il compasso come strumenti di risoluzione dei problemi geometrici e la mancanza di un adeguato sistema di numerazione e, in generale, di un simbolismo algebrico. Fu grande merito degli Arabi l’aver superato le difficoltà davanti alle quali si erano fermati i matematici greci. Eredi di un’eccellente tradizione matematica, quella indiana, gli Arabi ebbero in al-Khuwarizmi il geniale autore di opere fondamentali sul metodo di numerazione e sulle operazioni per semplificare le equazioni. Dal nome del grande matematico arabo, e dal termine (al-giabr) da lui usato per indicare il trasporto dall’uno all’altro membro (con cambiamento di segno) di un addendo, derivano le parole algoritmo e algebra. Gli apporti fondamentali della cultura araba nel campo della matematica furono introdotti in Occidente da Leonardo Fibonacci nel suo Liber abbaci (1202), ma dovevano trascorrere quasi tre secoli perché gli studi matematici riprendessero vigore. Il merito è esclusivamente della Scuola bolognese, che diede un assetto quasi definitivo all’algebra elementare. Il XVII sec., dopo il perfezionamento del calcolo letterale, è dominato dalle figure di tre grandi matematici: Cartesio, Leibniz, Newton. La geometria analitica, elaborata principalmente da Cartesio, diveniva essenziale per l’applicazione dei metodi matematici alla fisica, e fu al tempo stesso premessa al calcolo infinitesimale, fondato da Leibniz e Newton. Nel XIX sec. ebbe inizio una profonda rivoluzione del pensiero matematico. Lobacevskij e Bolyai asserirono la possibilità di geometrie non-euclidee (e modelli in tal senso vennero costruiti da Riemann, Beltrami, Klein); la geometria cambiò natura, divenendo, secondo l’impostazione di Hilbert, studio di strutture astratte, soddisfacenti a un sistema di assiomi ai quali è richiesta solo la compatibilità logica. Analoga trasformazione subì l’algebra, divenendo studio di strutture con operazioni definite assiomaticamente attraverso le loro proprietà formali. Oggi la matematica è concepita come lo studio di strutture formali, le più semplici e fondamentali delle quali sono quelle algebriche e topologiche. Matematica attuariale e finanziaria. La matematica attuariale è una speciale branca della matematica che ha per oggetto la valutazione attuale di impegni futuri relativi alle assicurazioni sulla vita. Tale studio si basa non solo sui legami tra i premi corrisposti e i capitali assicurati, ma anche sull’indagine statistica. La matematica finanziaria riguarda il complesso delle operazioni finanziarie che si protraggono nel tempo: esso si occupa di problemi di capitalizzazione, calcolo di rendite, ammortamenti, annualità, usufrutto e proprietà, prestiti divisi. È fondata sul principio di equivalenza tra somme diverse, esigibili in epoche diverse.

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My big contribution to the math world

March 22, 2007 · Leave a Comment

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Misteri matematici, ecco il calcolo più complesso del mondo

March 20, 2007 · Leave a Comment

di LUIGI BIGNAMI

Per quattro anni consecutivi un gruppo di diciotto matematici, chiusi nei loro laboratori sparsi in diverse parti del mondo, ha lavorato attorno ad uno dei calcoli più complessi e astratti mai realizzati. Ieri, finalmente, sono usciti allo scoperto e hanno mostrato al pubblico la loro scoperta: la “mappatura dell’E8 per spiegare la sua simmetria”. Di che si tratta? Spiega il professor Claudio Procesi del dipartimento di matematica dell’università della Sapienza: “Quanto realizzato è senza dubbio uno dei calcoli più complessi effettuati con un calcolatore”. La fine dei lavori e la soluzione al problema è stata annunciata dall’American Institute of Mathematics.

E8 è un esempio di “Gruppo di Lie”, invenzione di Sophus Lie, matematico norvegese vissuto nel diciannovesimo secolo. I Gruppi di Lie spiegano il modo con il quale oggetti simmetrici possono ruotare mostrandosi all’osservatore sempre allo stesso modo. E’ relativamente semplice immaginare una sfera tridimensionale ruotare attorno al proprio asse: si mostra sempre identica da qualunque angolo la si osservi. La simmetria, in questo caso, dipende dal fatto che l’oggetto ha forma sferica e tre dimensioni. Più complessa è la simmetria di un cubo perché questo solido non ha simmetrie continue, quindi non si può “ruotare con continuità”, ma possiede solo 24 simmetrie dirette. Altre 48 sono definite “indirette”.
E8 rappresenta invece un oggetto a 248 dimensioni che può esistere solo nella mente umana o nei calcoli matematici e non è in alcun modo rappresentabile da un oggetto. Spiega Jeffrey Adams, professore alla University del Maryland e responsabile del progetto E8: “Lo sforzo che abbiamo dovuto realizzare è paragonabile a quello richiesto per lo studio del genoma umano. Il Dna ha in sé tutte le informazioni codificate, ma lo sforzo per mapparle è stato enorme. Noi abbiamo tracciato la mappa della struttura di E8, cercando di svelare tutte le sue differenti manifestazioni. Se la gente comune pensa che siamo pazzi, in un certo senso non possiamo che dare loro ragione. Ma questa è la matematica ai più alti livelli. E’ la cosa più interessante che io possa immaginare con il mio pensiero”.

Ma se il progetto del genoma umano richiede una capacità di memoria di 1 gigabyte di spazio, E8 ne richiede 60. Per avere un’idea è lo stesso spazio richiesto per stivare in un lettore MP3 l’equivalente di 45 giorni di musica. Questi elementi fanno capire perché uno dei principali problemi per risolvere E8 è stato proprio il volume di dati che i calcoli del gruppo di lavoro avrebbe prodotto. Ci sono voluti due anni per programmare la formula da dare in pasto ad un computer e un ulteriore anno per trovare un calcolatore sufficientemente potente per realizzare i calcoli richiesti.

Alla fine un supercomputer Sage dell’Università di Washington ha richiesto 77 ore continue di lavoro per ottenere la risposta. Se i calcoli per risolvere tale problema fossero stati scritti su un foglio di carta, quel foglio avrebbe avuto avere una superficie di almeno 60 chilometri quadrati.

L’aver spiegato la struttura della simmetria di E8 sembra però che non abbia alcun utilizzo pratico, anche se il professor Adams crede che in futuro potrà spiegare alcuni problemi al momento apparentemente irrisolvibili che trovano di fronti i fisici di oggi e aggiunge: “Può essere utile nello studio della “teoria delle stringhe” (la teoria della fisica secondo cui la materia, l’energia e in alcuni casi lo spazio e il tempo siano in realtà la manifestazione di entità fisiche sottostanti, chiamate appunto stringhe)”.

In ogni caso Daid Vogan, professore al Massachusetts Institute of Technology, uno degli inventori della teoria che sta dietro il calcolo, sottolinea un altro aspetto: “E’ stato davvero un lavoro ciclopico, ma altrettanto divertente. E’ stato come scalare una montagna. Ad ogni passo che si faceva, cresceva il desiderio di arriva in cima. Beh, ce l’abbiamo fatta”.

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Le deprecate sigarette possono svolgere un inspiegabile ruolo protettivo nei confronti della malattia di Parkinson, insieme al caffè ed al tè verde

March 19, 2007 · Leave a Comment

IL FUMO, come ha detto recentemente Francesco Cognetti direttore scientifico dell’Istituto dei tumori di Roma è “la prima causa di morte facilmente evitabile”. Questo non toglie nulla ad una serie di studi scientifici, almeno trentacinque, ha detto il professor Gianni Pezzoli presidente dell’associazione italiana parkinsoniani, i quali affermano che, per cause ancora non completamente conosciute, le deprecate sigarette possono svolgere un inspiegabile ruolo protettivo nei confronti della malattia di Parkinson, insieme al caffè ed al tè verde.

Nessuna meraviglia sul ruolo antiossidante e quindi protettivo del caffè e del tè ricchi di catechine e lodati anche da un recentissimo studio dell’Università di Osaka. Ma il fumo ha un effetto chiaramente ossidativo e di conseguenza d’invecchiamento e di degenerazione. È dimostrato, però, che nei fumatori si ha un rallentamento della progressione della malattia ed anche un minor numero di casi. Forse il fumo scatena un’azione antiossidativa del nostro organismo che finisce per proteggere contro la patologia parkinsoniana che colpisce quattro italiani su mille.

La notizia è stata data nel corso della presentazione del Dossier Parkinson e di un nuovo farmaco che rivoluziona la terapia. È il tolcapone-tasmar, cosi importante nella terapia, che il Servizio Sanitario lo ha collocato un fascia A quindi a totale carico del servizio sanitario Nazionale. «È un farmaco vero, prezioso nella cura – spiega il professor Gianni Pezzoli, – perché prolunga e potenzia l’effetto della levodopa, sostanza base nella terapia». È stato anche annunciato che si sta purtroppo, abbassando l’età d’insorgenza della malattia raggiungendo i giovani adulti sotto i quarant’anni. «E’ un’età lontana dai capelli bianchi – aggiunge Pezzoli – quella in cui si dà il meglio nella vita di relazione e sul lavoro. Con il tolcapone-tasmar non solo si combattono i sintomi, dal tremore alla difficoltà di movimento, alla rigidità, ma anche la depressione che spesso s’impossessa del malato proprio per l’impossibilità di vivere una vita normale».

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Albert Einstein (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955)

March 14, 2007 · Leave a Comment

Raffiniert ist der Herr Gott, aber boshaft ist er nicht.   God is subtle, but he is not malicious.
Inscribed in Fine Hall, Princeton University.

Quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività.

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Film e matematica #3: La Forza della Volontà (Stand and Deliver)

March 12, 2007 · Leave a Comment

Cast
Carmen Argenziano, Yvette Cruise, Rif Hutton, Andy Garcia, Star Frohman, Michael Adler, Victor Garron, James Victor, Betty Carvalho, Irene olga Lopez
Regia
Ramon Menendez
Sceneggiatura
Ramon Menendez, Tom Musca
Generi
Commedia, Sociale
Distribuito da
WARNER BROS. ITALIA (1989) – WARNER HOME VIDEO

Sinossi

Lasciato deliberatamente il suo lavoro di dirigente esperto in computer, Jaime Escalante, di origine messicana ma naturalizzato americano, si trasferisce a Los Angeles nella mediocre Garfield High School, frequentata da ragazzi latinoamericani che vivono al limite della miseria e del degrado morale, per tentarne il ricupero culturale e umano. La scuola dove Escalante dovrebbe svolgere un corso di informatica non è dotata di un solo computer, dispone di un organico di insegnanti semisprovveduti ed è diretta da un preside onesto ma senza nerbo, coadiuvato da una dispotica segretaria tuttofare. A Escalante viene assegnato l’insegnamento della matematica in una classe scombinata e pittoresca, capeggiata dall’irriducibile Angel. Subito si adegua, in apparenza, al linguaggio, ai modi e ai gusti del suo variegato uditorio, partendo dal punto in cui si trovano i riluttanti allievi e assumendone i toni sboccati e strafottenti, per proporre loro i primi elementi di algebra e di analisi matematica in forma di gioco. Riesce così a conquistarsi la simpatia e la fiducia dei ragazzi, al punto da poter chieder loro autentici tour de force al fine di esaurire il programma e presentarli preparati agli esami. In questa attività, Escalante impegna senza risparmio le sue energie nella disperata impresa fino al limite dell’infarto. La prova d’esame ha un esito talmente incredibile da sembrare abilmente manipolata. Gli esami vengono perciò sbrigativamente annullati, con somma amarezza e delusione di professore, alunni e famiglie. In seguito a una violenta protesta di Escalante presso le autorità competenti, da cui esige minacciosamente le prove del presunto falso, gli esami vengono ripetuti con una riuscita brillantissma che fa salire le quotazioni della Garfield High School.

 Per saperne di più su Jaime Escalante: wikipedia

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Epidemiologia e Fattori di Rischio della Demenza Vascolare

March 11, 2007 · 2 Comments

In Europa e in Nord-America la demenza vascolare (VaD) rappresenta per frequenza la seconda causa di deterioramento cognitivo dell’anziano dopo la malattia di Alzheimer. In alcuni recenti studi epidemiologici condotti in Europa in soggetti molto anziani (85 anni) e in Asia, particolarmente in Giappone, la frequenza della VaD appare però simile a quella della malattia di Alzheimer.

I fattori di rischio della VaD, come ad esempio l’ipertensione, sono comuni anche all’Alzheimer. Il loro ruolo nella diagnosi della VaD sta progressivamente cambiando: se fino a pochi anni fa, infatti, la presenza di fattori di rischio cardiovascolare veniva considerata sufficiente per porre diagnosi di VaD, oggi, sulla base di numerose ricerche di tipo clinico ed epidemiologico, si tende ad essere più prudenti, dato che i fattori di rischio cardiovascolare, come l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, le patologie cardiache tra cui scompenso cardiaco, fibrillazione atriale  e infarto del miocardio, svolgono un ruolo importante non solo nella patogenesi della VaD ma anche in quella dell’AD. 

 

Categories: Demenze

Film e matematica #2: Pi, il teorema del delirio

March 10, 2007 · Leave a Comment

Titolo originale: Pi
Produzione: Usa
Durata: 1h 24′
Genere: Thriller
Regia: Darren Aronofsky
Uscita: 30 Agosto 1999
Attori principali: Mark Margolis, Ben Shenkman, Pamela Hart, Stephen Pearlman, Samia Shoaib, Ajay Naidu

Trama:
Max Cohen è un matematico dal genio innato che lo porta a scoprire nuove teorie riguardo le leggi matematiche che regolano il mondo. In particolare, è ossessionato dal pi greco, convinto che tutto conduca ad esso, anche il modo in cui si regola la borsa. Schizofrenico e disturbato, interagirà con il suo ex professore riguardo le sue scoperte e verrà seguito da imprenditori di Wall Street e da una setta di ebrei ortodossi.

 

Recensione:
Il regista utilizza il bianco e nero e si comporta come quei professionisti che, con pochi soldi di budget, creano un film capace di sbancare ai botteghini.
L’originalità della pellicola consiste nell’ossessività della ricerca, nel legame simbiotico uomo – macchina, nel ritmo cadenzato da accelerazioni causate dalla paranoia e dall’oblio. Bianco e nero, anarchia e ordine, follia e ragionamento: il film ruota attorno al bifrontismo causato dall’ossessione del protagonista e l’ordine della matematica.
Se è da lodare il modo in cui si sviluppa la trama, a tratti pare un po’ troppo involuta: non viene spiegata la malattia di Max neanche con lo sviluppo dei fatti, si sa soltanto di un problema agli occhi dovuto ai raggi solari. Ciò potrebbe essere giustificato dal fatto che la paranoia e la follia allucinante è il motore di Pi Greco.
In definitiva, un film alla David Lynch, da non perdere per gli amanti del genere da allucinogeni.

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L’ultima copia del “New York Times”

March 9, 2007 · 1 Comment

Secondo i calcoli di Philip Meyer, uno dei più seri e competenti studiosi dell’editoria americana, l’ultima sgualcita copia su carta del «New York Times» sarà acquistata nel 2043.

 

La crisi di vendite che affligge i quotidiani da una ventina d’anni lascia pensare che la previsione sia realistica, se non addirittura ottimistica. Che cosa è successo? Per quale ragione imprese editoriali che in tutto il mondo hanno generato per secoli utili di bilancio, e contribuito in modo determinante a salvaguardare democrazia e valori civili, vedono minacciata la loro stessa sopravvivenza? Editori e giornalisti tendono ad attribuirsi reciprocamente la colpa. Ma il vero nemico dei giornali, quello che li sta inesorabilmente condannando a morte, è la tecnologia.

 

Il tempo a disposizione della gente è diminuito, e ognuno di noi ha ormai la possibilità di essere informato quando vuole, dove vuole e sui temi che preferisce senza dovere per forza ricorrere alla lettura di un giornale. Le pagine web, le e-mail, la telefonia mobile, le tv tematiche riempiono costantemente le nostre giornate, senza lasciarci mai soli. Nel giro di qualche anno le nuove tecnologie di comunicazione avranno un impatto ancora più forte sui destini dei giornali di carta.

 

In questo libro, agile e ricco di informazioni, il giornalista che ha guidato la redazione de «La Stampa» per circa vent’anni, accompagnandone anche le trasformazioni tecnologiche e grafiche, racconta come i quotidiani italiani, europei e americani hanno cercato di reagire, spesso con successo, alla crisi e quali sono le opportunità che le tecnologie stanno offrendo a molti di loro per creare un legame più solido e duraturo con i propri lettori. Perché, come ha detto Rupert Murdoch, il più importante editore del mondo, il futuro propone due sole alternative: cambiare o morire.
(dalla quarta di copertina)

 

Vittorio Sabadin lavora dal 1979 a “La Stampa“, dove ha ricoperto dal 1986 al 2006 gli incarichi di caporedattore centrale e di vicedirettore.

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